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Sponsorizzazioni alla svolta? Stampa E-mail
Dicembre 2008
Intervista a Elisa Bortoluzzi Dubach Scrittrice e Docente di sponsoring
Elisa Bertoluzzi Dubach ELISA BORTOLUZZI DUBACH
Scrittrice e Docente di sponsoring

"Il mercato dello sport business in Italia vale oltre 35 miliardi di euro e più di un terzo di questa cifra è rappresentato dal calcio..."
Sponsornet: Com'è nata l'idea di scrivere un libro sulle sponsorizzazioni?
Elisa Bortoluzzi Dubach: L’idea di scrivere un libro sui rapporti tra aziende sponsor e soggetti sponsorizzati risale a molti anni addietro. Come consulente mi è accaduto spesso di incontrare persone che esordivano con buone idee e spirito d’iniziativa, ma non riuscivano poi a realizzare i loro progetti per mancanza di risorse. Da qui l’idea di scrivere un manuale che rappresentasse una guida puntuale, ricca di suggerimenti pratici, nella quale raccogliere in forma strutturata e concentrata esperienze vissute, criteri e metodologie utilizzate nel corso di molti anni di professione. Il mio intento era, fra gli altri, di offrire un quadro completo ed aderente alla prassi di un progetto di sponsorizzazione, dall’analisi della situazione alla stipula del contratto, per quanti sponsor o sponsorizzati, volessero intraprendere il percorso di una sponsorizzazione.

Sponsornet: Qual è stata la difficoltà più grande riscontrata nella sua ricerca?
Elisa Bortoluzzi Dubach: È stato un lavoro appassionante, una magnifica opportunità di esplorare nuove realtà e di creare contatti con persone interessanti. Sono stata incoraggiata dalla fattiva collaborazione di otto professionisti italiani che con generosità hanno lavorato con me per quasi tre anni. Quanto alla sua domanda: sono per natura e per professione ottimista, non penso in termini di problemi ma di soluzioni e quindi non parlerei di difficoltà piuttosto di sfide. Certo c’è stato un enorme investimento in termini di tempo per riordinare le informazioni diffuse che ora presentiamo nella bibliografia, negli indirizzari, nelle checklist, ma non posso dire di aver sentito la fatica. Inoltre consideri che questo libro per me, che da tanto tempo lavoro all’estero, ha il significato profondo di un „rientro a casa“. La mia speranza è che il mio manuale stimoli il dibattito sulla disciplina della sponsorizzazione, ma soprattutto che sia di aiuto a chi nel quotidiano è confrontato con le sfide dell’operatività.

Sponsornet: Che ruolo hanno le sponsorizzazioni a livello mondiale ed in Italia? Potrebbe darci qualche numero?
Elisa Bortoluzzi Dubach: Secondo le cifre fornite dalla IEG-International Event Group di Chicago (www.sponsorship.com), una delle fonti più autorevoli a livello internazionale, gli investimenti di sponsorizzazione a livello mondiale sono cresciuti da 9,9 miliardi di dollari nel 1990 a 37,7 nel 2007. A fine 2008 raggiungeranno 43,5 miliardi di dollari: di questi, 16,8 miliardi interesseranno gli Stati Uniti, 11,7 l’Europa, 9,5 il Sud-Est Asiatico, 3,5 l’America centrale e del Sud e 2 miliardi le altre regioni. Anche in Italia il mercato della sponsorizzazione è in crescita: secondo l’ Indagine Predittiva 2008 di StageUp & Ipsos nel 2007, sono stati spesi 1771 milioni di euro, al netto delle attività di comunicazione collaterali. Nel 2008,gli investimenti toccheranno 1826 milioni di euro, con un balzo del + 3,1% rispetto al 2007, quindi per il quinto anno consecutivo il mercato dello sponsoring in Italia sarà in espansione. Una crescita superiore a quella della pubblicità (3,1% contro 2,9%). Per quanto concerne le sponsorizzazioni sportive gli investimenti sono cresciuti costantemente dal 2003 ad oggi (+11,9% dai 1.025 mln. € del 2003 ai 1.147 milioni di € del 2008). Il volume degli investimenti nello sport è comunque fortemente influenzato dal calendario annuale degli eventi in svolgimento.

Sponsornet: Quali sono i numeri dello sport business in italia?
Elisa Bortoluzzi Dubach: Il mercato dello sport business vale oltre 35 miliardi di euro in Italia. Oltre al business delle squadre professionistiche, comprende l’indotto generato da: consumi delle famiglie, investimenti privati, spesa degli enti locali, consumi PA. Oltre un terzo di questa cifra è rappresentato dal calcio (fonte: StageUp Sport&Leisure Business).
Sponsornet: Quali sono i punti di forza e di criticità dello sponsoring in italia?
Elisa Bortoluzzi Dubach: I punti forza dello sponsoring italiano risiedono a mio parere nella creatività, nella capacità di creare eventi spettacolari, nella professionalità dei colleghi e non da ultimo nel grande spirito sportivo degli italiani. Le sponsorizzazioni sportive italiane rispecchiano per così dire in termini di capacità di coinvolgimento e di attrazione tutte le caratteristiche positive del Paese. Le criticità hanno a che vedere: da un lato con l‘instabilità politica che rende impossibile sviluppare politiche di settore di lungo respiro, le normative burocratiche e le carenze in termini di normative fiscali che incentivino gli investimenti; dall’altro con problematiche intrinseche al mercato. La commercializzazione dei grandi eventi sportivi internazionali avviene altrove. Tutto questo provoca delle reazioni a catena. È la concentrazione di interessi finanziari infatti che spesso porta a sviluppare know-how e favorisce il dibattito in materia. Le università e gli istituti professionali cominciano ora a scoprire la sponsorizzazione come materia di insegnamento. Non vi sono posti di lavoro dedicati all’interno delle aziende e con questo manca l’incentivo ai giovani a investire in questo know-how ecc. Tuttavia i segnali del cambiamento sono evidenti. Gli studi dimostrano che le risorse finanziarie private messe a disposizione sono costantemente cresciute. Questo è un segnale positivo, così come lo è il vivace scambio fra colleghi in dibattiti e simposi di settore. Per il futuro dello sponsoring italiano, in quanto disciplina professionale, sono ottimista.

Sponsornet: Qual'è il futuro dello sponsoring a livello internazionale?
Elisa Bortoluzzi Dubach: Difficile fare una prognosi in un contesto così instabile come quello attuale. È indubbio che la crisi sulla piazza finanziaria (se continuerà ad esserci questa turbolenza sui mercati azionari) avrà un influsso sia a breve termine, con una probabile contrazione dei budget delle aziende coinvolte, che a lungo termine. E proprio a questo proposito vi sono molti quesiti insoluti quali ad es.: ci sarà da parte delle aziende ancora disponibilità a concludere contratti pluriennali? Se no, con quali conseguenze per lo sport? L’hospitality con tutta la polemica aperta sulla compliance e sulla good governance delle aziende, sarà ancora un tema come lo è oggi? Come si comporterà la domanda sul mercato dei diritti televisivi? ecc. Sono tutte questioni aperte con un grande comune denominatore: i professionisti dello sponsoring saranno confrontati con esigenze sensibilmente accresciute. Il nostro mercato richiederà sempre più strateghi, autentici visionari e pensatori trasversali in grado di anticipare le nuove tendenze e gestire l’utilizzo dei diritti di sponsorizzazione a più livelli. D’altra parte la sponsorizzazione nella sua lunghissima storia ha dimostrato di essere uno strumento di comunicazione resistente (si pensi solo all’eccezionale ripresa dopo l’undici settembre) e dunque considero questa crisi anche come un’opportunità. Un’opportunità che possa rimettere lo sport al primo posto, proprio quando la commercializzazione degli eventi sportivi è eccessiva; ma anche per reinventare la disciplina, laddove utile, considerando il contesto sociale nel quale le sponsorizzazioni vanno a collocarsi e creando valore aggiunto significativo per tutti gli stakeholder coinvolti. Le Olimpiadi di Torino sono state un magnifico esempio di come questo si possa fare con successo.
chi è

Elisa Bortoluzzi Dubach, autrice del libro "Sponsoring dalla A alla Z" edito da Skira editore, e docente di sponsoring fra gli altri all’Istituto Svizzero di Relazioni Pubbliche, Zurigo, presso l’Università di Basilea ed in Italia in due master dell’Università del Sacro Cuore di Milano.
 
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