Home arrow Ultime interviste arrow Ricerche e studi arrow Un euro in piu per i manager, uno in meno per i giocatori
Interviste Sport Manager ai Protagonisti dello
Sport Business italiano e del Marketing Sportivo
Abbonamento ai Feed RSS di Ultime IntervisteFeed RSS
NAVIGA NELLE CATEGORIE:
Cerca nelle interviste
I TAG DELLE INTERVISTE
SEGUICI SU:

Seguici su YouTube Seguici su Twitter Seguici su Facebook Seguici su LinkedIn
libreria dello sport

di
anno

Un euro in piu per i manager, uno in meno per i giocatori Stampa E-mail
Settembre 2009
Intervista a Fabrizio Vettosi Investitore e Analista finanziario
Fabrizio Vettosi FABRIZIO VETTOSI
Investitore e Analista finanziario
"Calcio e diritti tv, 5,9 miliardi sfumati". "Calcio flop".
Titoli da copertina di alcuni giornali italiani dedicati alle inefficienze gestionali del calcio italiano: Ma cosa significa? Come è stato possibile non saper spendere al meglio tutto quello che è stato incassato in dieci anni? Abbiamo raccolto le riflessioni dell'Investitore e Analista finanziario Fabrizio Vettosi.
Fabrizio Vettosi: "Il calcio professionistico rappresenta la 13°industria Italiana, l'8° se consideriamo l'indotto realizzando un fatturato che supera ampiamente il miliardo e 600 milioni di euro e il Pil che genera supera i 4 miliardi. È per questo dobbiamo abbandonare gli oramai obsoleti concetti di sport e di tifoso", esordisce Fabrizio Vettosi. Le aziende di calcio, meglio definirle così, hanno numerosissimi clienti, e questi sono frazionatissimi e trasversalissimi: la Juventus, ad esempio, ha più di 10-12 milioni di tifosi/clienti, più o meno come vende una grande industria automobilistica in un anno. Dati che fanno riflettere. Per questo il bilancio dovrebbe rappresentare non più solo uno strumento contabile obbligatorio necessario a rappresentare la situazione finanziaria e patrimoniale delle aziende di calcio, ma uno strumento di comunicazione rivolto ai loro clienti: con questo significa saper introdurre dei concetti che sensibilizzino il tifoso/cliente per far crescere le nostre aziende di calcio in modo sano ed equilibrato ad attenuare fenomeni di comportamenti esasperati che fanno male anche all'industria".
Ricordiamo alcuni dati riportati di recente dalla stampa italiana (Corriere della Sera, 3-7-09): in 10 anni, cioè da quando i diritti tv criptati (quelli visibili attraverso il decoder) sono diventati soggettivi sono stati incassati 6 miliardi di euro tutti "sfumati" negli stipendi di calciatori e allenatori (per un debito complessivo di 2 miliardi di euro). Oggi il costo del lavoro incide per il 70% dei ricavi e questo è sproporzionato per un'impresa che mira a un sano equilibrio economico.

Fabrizio Vettosi: "Per il livello professionistico di prima lega di tutta Europa provai a calcolare quale potesse essere l'incidenza del costo del personale tale che si generasse un risultato operativo positivo: sono arrivato alla conclusione che questo non dovrebbe mai superare il 50% al fine di generare un flusso di cassa positivo", ci spiega Vettosi. Si parla di 6 miliardi tutti spesi per giocatori e allenatori. E per quanto riguarda gli impianti siamo in serio ritardo, e solo la Juve ha avviato la realizzazione di un nuovo stadio.

Sponsornet: Riesce spontaneo chiedere: come si spiega tutta questa poca attenzione ai bilanci?
Fabrizio Vettosi: "L'area tecnica pesa sempre di più della macchina operativa, corporate cioè, arriva a pesare fino a 5 volte in più termini di risorse umane rispetto all'area corporate. E questo vale per i ¾ delle società di serie A. Da noi è il dirigente sportivo a dettar legge. Ad aver molto più peso di un qualsiasi direttore marketing o amministrativo. Questo è il primo aspetto assolutamente insostenibile, che ha come conseguenza la casualità dei comportamenti manageriali e la debolezza dei processi organizzativi che si sostanziano poi nell'esiguo e flebile numero di profili professionali che lavorano nelle alte funzioni chiave dell'azienda".
Sempre dal Corriere della Sera (12/6) leggiamo che continuiamo a distanziarci dalle altre realtà europee più evolute e moderne: nella Liga il rapporto stipendi-ricavi è del 63% e nella Premier League è del 62%; in Italia nella serie A raggiunge ben il 68%, anche se i club spagnoli e inglesi restano sommersi da debiti.

Fabrizio Vettosi: "Spezzerei una lancia a favore del sistema britannico: il caso Manchester United lo definisco virtuoso: il livello di indebitamento non è mai basso se non rapportato alla capacità dell'azienda di generare flussi di cassa operativi".

Fabrizio Vettosi: Il concetto di debito è relativo. È vero che l'incidenza del costo del personale è quasi del 70% ma il capitale investito è strutturalmente diverso.
"Smettiamola nel criticare Real, Manchester e Barça. Si tratta di casi virtuosi, non guardiamo i conti economici in senso assoluto. Ad esempio il Real, nonostante l'acquisto di Kakà e Cristiano Ronaldo ha una forza, in termini di generazione e diversificazione dei Ricavi tale che il Costo dell'Area Tecnica (calciatori, Tecnici, ecc.) non supera il 55% dei Ricavi, producendo un Margine Operativo Lordo (MOL od, all'inglese, Ebitda) ampiamente positivo, nonchè un ritorno sul capitale operative ben soddisfacente; e ciò in virtù di dimensioni e di un modello di business, nonchè di un'organizzazione, altamente efficiente. In questi club due terzi dei ricavi provengono da attività legate allo stadio e di tipo commerciale. Per cui non è vero che il Real fallirà, anzi incrementerà margini e profitti. Proprio il contrario di quanto è capace di fare l'Internazionale che, invece, rappresenta un caso di scarsa organizzazione ed efficienza...".

Continua Fabrizio Vettosi: "Le aziende di calcio devono essere gestite come delle vere e proprie aziende industriali ad alta tecnologia così come lo è un'industria farmaceutica ad esempio che investe costantemente sullo sviluppo di nuovi progetti. Nel calcio la filosofia dovrebbe essere: un euro in più investito nello sviluppo del centro sportivo e dei vivai, un euro in meno per l'acquisto di un calciatore che a causa del nostro modello non offre nemmeno la possibilità di sfruttarne il valore di marketing intrinseco proprio perché mancano le strutture operative adeguate. Ad esempio nel periodo in cui sono stato coinvolto in una commissione tecnica della Lega Calcio mi sono battuto per inserire il salary cup, numero minimo di giovani under 21 da tenere nelle rose e fare in modo che tutte le squadre di serie B entro 3 anni avrebbero dovuto generare un risultato operativo positivo, a pena di sanzioni pecuniarie e sportive".

Sponsornet: Ma riguardo alle capacità manageriali del sistema calcio Italiano Vettosi non è ottimista.
Fabrizio Vettosi: "Un ulteriore elemento negativo è che il calcio è un sistema chiuso che ha permesso in passato la collusione tra vari soggetti che ne governavano i fenomeni economici. Il fatto che sia chiuso non consente l'entrata di profili professionali di diversa natura. È questo che non ha favorito l'attrazione di talenti a livello manageriale. Gli amministratori delegati delle società di calcio non sono altro che "tifosi delegati" che devono sottostare alle bizze dei presidenti. Il sistema calcio italiano non è attrattivo per i talenti manageriali che, anzi, li espelle. La categoria dei direttori sportivi nati come procuratori e che condizionano la gestione dei presidenti, non accetta figure professionali manageriali perché loro per prima non lo sono".
chi è

Fabrizio Vettosi Investitore e Analista finanziario
 
< Prec.   Pros. >
torna su