Editore : Dalai Editore Pagine : 238 Prezzo : 17.50 Euro Isbn : 9788866202417 Anno di Pubblicazione : 2011
Scrittore e ex operaio, Antonio Pennacchi esplora ancora una volta le sue radici e la sua vita con Palude, una storia che ha l’emozione e l’intensità di un racconto sussurrato vicino ad un focolare.
Proprio come i protagonisti di questo libro, la famiglia dell’autore di Mammut giunse nel Lazio per la bonifica dell’Agro Pontino. Dal Veneto e dall’Umbria portarono le loro tradizioni contadine, i canti popolari, la nostalgia della pianura desolata e della collina verdeggiante e le depositarono in questi stagni e in queste faticose bonifiche. Pennacchi riversa così in un romanzo ironico e amaro, come la sua penna da sempre suggerisce, l’esperienza familiare e di bambino, i racconti dei nonni e degli zii e li trasforma in un reportage divertito, fantastico e vero di una parte d’Italia sconosciuta ai più, dimenticata dall’itinerario turistico. A Latina la gente vive sospesa in un progetto antico, ideato dal Duce contadino, non da quello battagliero e antisemita, per riportare il popolo italiano alle sue radici agricole e di terra. Lo spirito di Mussolini ancora aleggia in città, si nasconde tra le idee folli del sindaco e tra le teste un po’ esaltate della gente che abita in questo lembo di territorio oscurato dalla grandezza della capitale e privato di una vera identità e cultura. Per il sindaco della città però è un vero shock scoprire, dalla classifica del quotidiano Il sole 24 ore, che Latina è una delle peggiori città dello stivale. Ecco allora un’idea rivoluzionaria, la chiave di volta per far parlare finalmente della sua splendida città: trasformarla in un centro per i trapianti di cuore. A disposizione come cavia, il perfido sindaco trova Palude, un uomo con il cuore malato. Peccato che sia un comunista e che, ai bei tempi, lottava per le sue idee con quel fascista del sindaco, sollevandolo con un dito solo. Il piano del primo cittadino di Latina è perfetto: Palude darà il via ad una nuova serie di rivoluzionari trapianti. Ma come si farà a trovare un donatore e siamo sicuri che cambiando il cuore di una persona un pezzetto di anima non se ne vada per sempre? Magari quel rosso di Palude cambierà persino idea politica e si trasformerà in una specie di reincarnazione del Duce? In questo romanzo socio fanta-politico Pennacchi parla ancora una volta di classe lavoratrice italiana attraverso un personaggio, Palude, che dà per l’appunto il nome al libro e che difficilmente si dimenticherà, facendoci invece ricordare divertiti le scorribande politiche di Peppone e Don Camillo nel dopoguerra nostrano.
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